Potsdamer Platz è un'importante piazza berlinese, posta nel quartiere Tiergarten, al confine con Mitte. Prende nome dalla città di Potsdam, situata 25 km a sud-ovest, e si trova nel punto in cui la strada per Potsdam (attuale B 1) oltrepassava la cinta doganale attraverso il Potsdamer Tor. La piazza ha avuto una storia travagliata, risentendo degli eventi che hanno trasformato Berlino durante il XX secolo: negli anni della repubblica di Weimar costituiva il maggiore centro commerciale, culturale e di trasporti della città; successivamente fu spodestata dall'area del Neuer Westen circostante Breitscheidplatz; devastata dalla guerra e drammaticamente segnata dall'erezione del Muro, ha costituito negli anni novanta il più ambizioso progetto urbano della città riunificata. Attualmente Potsdamer Platz è centro di un nuovo quartiere residenziale, direzionale e commerciale; costituisce un eccezionale richiamo turistico e simboleggia la nuova Berlino. La piazza resta tuttavia separata dalla città circostante, e non è riuscita ad imporsi, come auspicato, come "nuovo centro" della città.

La nascita di Potsdamer Platz fu dovuta alla necessità di un centro, dal momento che l'area della piazza odierna costituiva, come l'intera Berlino, un punto di passaggio dalla intensa attività commerciale, situata un tempo al di fuori delle mura cittadine. La storia di Potsdamer Platz nasce, probabilmente, il 29 ottobre 1685, quando venne emesso l'Editto sulla tolleranza di Potsdam, in seguito al quale Federico Guglielmo, Grande Elettore di Brandeburgo e Prussia dal 1640 al 1688, permise a molti rifugiati religiosi, tra cui gli ebrei provenienti dall'Austria e gli Ugonotti espulsi dalla Francia, di insediarsi sul proprio territorio (infatti, per un periodo di tempo il 20% dei berlinesi erano di lingua francese). Questo influsso ebbe altri due risultati. Per prima cosa, le fortificazioni medioevali di Berlino, recentemente ricostruite in stile olandese (1658-74) con grandi spese, divennero improvvisamente inutili; e, secondariamente, la città già sovrappopolata si congestionò ulteriormente.

Berlino crebbe ad alta velocità per un certo periodo di tempo, ma il suo sviluppo ebbe il picco massimo dopo la sua nomina a capitale tedesca il 18 gennaio 1871. Potsdamer Platz e la vicina Leipziger Platz cominciarono ad assumere l'aspetto odierno. Ora si trovavano nel centro di una metropoli che aveva raggiunto i 4,4 milioni di abitanti (terza città del mondo dopo Londra e New York). Grandi alberghi e centri commerciali, centinaia di piccoli negozi, teatri, sale da ballo, bar, ristoranti, birrifici ed enoteche, l'economia stava avendo un boom. Alcuni di questi posti ebbero addirittura una fama internazionale.

Come nel resto di Berlino, quasi tutti gli edifici andarono completamente distrutti o furono pesantemente danneggiati da raid aerei e bombardamenti d'artiglieria soprattutto nelle ultime fasi della Seconda guerra mondiale. Le cose non vennero migliorate dalla vicinanza dell'enorme Cancellierato del Reich di Adolf Hitler costruito nei pressi di Voßstraße, e di molti altri edifici governativi. Potsdamer Platz fu uno dei principali obbiettivi alleati. Mentre la città veniva divisa in settori durante l'occupazione degli alleati alla fine della guerra, la piazza venne a trovarsi sul confine dei territori reclamati da americani, inglesi e russi. Con il nascere della Guerra Fredda negli anni cinquanta, vennero posti limiti al transito tra settore russo (Berlino Est) e settore occidentale (Berlino Ovest). Trovandosi su questa invisibile frontiera, Potsdamer Platz perse il suo importante ruolo di accentramento dei berlinesi. Con la costruzione del Muro di Berlino, il 13 agosto 1961, lungo questa frontiera, Potsdamer Platz si trovò divisa in due. Quello che una volta era un centro trafficatissimo diventò desolato. Dopo aver abbattuto quanto rimaneva la zona divenne un'area vuota di una dozzina di ettari.

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Berlin - Potsdamer Square